Approfondimenti tematici

Le informazioni chiave del Progetto Guadagnare Salute con la LILT

Il problema in cui si può incorrere, quando si affronta il tema dei comportamenti a rischio e dei fattori protettivi per la salute.

Le possibilità di approfondimento, sono evidentemente, svariate. In Guadagnare salute con la LILT, oltre ai   singoli temi dedicati nelle aree specifiche, si è preferito evidenziare alcuni concetti base, che riguardano diverse aree tematiche e possono essere usati per tutte le età: è importante che, anche l’insegnante sappia scegliere fra quanto ritiene più utile rispetto ai percorsi didattici individuati.
 
Salute e benessere psicofisico:
con le informazioni ricavate dal passaggio dalla Carta di Ottawa alla Carta di Shangai e il documento SHE, si è chiarito che cosa si intenda per Scuola che promuove Salute.
Una Scuola che promuove Salute, è regolata da una parte formale:
  • Inserimento nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa per i temi della Salute;
  • Coinvolgimento di almeno il 30% dei Consigli di classe in percorsi di promozione della salute ispirati allo stesso metodo;
  • Organizzazione di almeno un Collegio Docenti in cui i temi della Salute non siano comunicazioni effettuate dai singoli insegnanti, sulle relative progettazioni, ma una discussione corale su cosa intende l’Istituto per Salute e Benessere psicofisico;
  • Ratificazione delle decisioni prese dal Consiglio di classe;
  • Informazione dei genitori con tutte le modalità previste e proponibili dalla scuola, anche attraverso gli allievi;
  • Predisposizione di una cartellonistica adeguata anche in collaborazione con la LILT;
  • Esplicitazione dei motivi per cui è importante agire in questo senso per favorire il benessere psicofisico di chi la frequenta;
  • Benessere psicofisico: imparare a imparare; attenzione a percorsi che tengano coto del concetto di Howard Gardner di intelligenze multiple; avere acquisito le informazioni fondamenti sugli stili di vita correlati alla prevenzione oncologica, di sotto riportanti.

FUMO DI SIGARETTA

Come si affronta il problema del fumo:
Il fumo di sigaretta va ripreso in modo diverso a seconda dell’età in cui viene affrontato. Nelle scuole primarie lo si affronta in modo specifico attraverso la relazione fra fumo e inquinamento ambientale.
L’altra modalità con la quale viene affrontato è quella della relazione fra fumo di sigaretta e emozioni, soprattutto attraverso l’immaginario legato alla fiaba.
Nelle scuole secondarie di primo grado, nel contesto di scuole libere dal fumo, il fumo di sigaretta, si affronta principalmente attraverso il tema delle pressioni sociali che inducono i ragazzi a cominciare a fumare. Il testo di riferimento riportato nei percorsi per le scuole secondarie di secondo grado è Liberi di scegliere
Nelle scuole secondarie di secondo grado il fumo di sigaretta, nel contesto di scuole libere dal fumo, si affronta scaricando la guida "Scuole libere dal fumo”.

I concetti chiave da affrontare sono:

1. fumo come dipendenza
La dipendenza è la presenza di una serie di manifestazioni comportamentali che spingono la persona in modo automatico, incontrollato e talvolta irrefrenabile a cercare e quindi assumere una determinata sostanza, nonostante la consapevolezza dei danni che questa provoca. Secondo una definizione più tecnica, si è in presenza di una dipendenza quando l’assunzione della sostanza si associa ad almeno tre fra le seguenti alterazioni clinico-comportamentali:
  1. tolleranza (tendenza ad assumere dosi sempre maggiori della sostanza per ottenere i medesimi effetti)
  2. astinenza (malessere e presenza di sintomi specifici quando ne viene sospesa l’assunzione)
  3. craving (desiderio persistente e ricerca irrefrenabile di assumere la sostanza)
  4. ripercussioni negative sulla vita sociale/professionale/ricreativa a causa dell’uso della sostanza
  5. uso della sostanza nonostante la consapevolezza dei rischi per la salute
Nel caso del fumo di sigaretta esiste un duplice meccanismo con cui la dipendenza si instaura. Il primo è dovuto alla presenza della nicotina come ingrediente attivo che agisce sia come sedativo dell’ansia, sia come stimolante (conferendo maggiore capacità di concentrazione) e inoltre inducendo nel sistema nervoso centrale la liberazione di molecole responsabili dei meccanismi individuali di ricompensa e gratificazione. Il secondo meccanismo è quello legato al cambiamento della configurazione dei recettori nicotinici, indotto dalla nicotina stessa a livello della corteccia cerebrale.

2. Composizione della sigaretta: nicotina, monossido di carbonio, fattori cancerogeni, fattori irritanti e eccipienti
Oltre alla nicotina, la principale molecola attiva responsabile dell’instaurarsi della dipendenza ma anche degli effetti dannosi sull’invecchiamento di tutti i tessuti (per la ridotta perfusione sanguigna di tutti i distretti corporei, compreso quello cutaneo) e sul sistema cardiovascolare (affaticamento cardiaco con aumentato rischio di eventi acuti, accelerazione esponenziale del processo aterosclerotico) sono presenti nel fumo di sigaretta centinaia di altre sostanze diverse. Il monossido di carbonio è un gas tossico che viene rilasciato dal tabacco mentre brucia, mentre gli idrocarburi policiclici aromatici (come il benzopirene) e le nitrosammine sono dei potenti cancerogeni che derivano dal processo di combustione della carta e quando si condensano nel polmone portano all’accumulo di un vero e proprio catrame. Tra i fattori irritanti che vanno ad incrementare l’insulto dannoso del fumo sull’organismo vi sono l’acetone, l’ammoniaca, la formaldeide (irritanti non solo per le mucose respiratorie ma anche per la congiuntiva dell’occhio), metalli pesanti (Arsenico, Piombo), acido cianidrico, insetticidi come il DDT e combustibili quali metanolo e butano. Gli eccipienti infine sono sostanze “aggiuntive”, che di volta in volta possono interagire con l’azione delle altre sostanze tossiche contenute nella sigaretta.
 
3. Fumo passivo
Per fumo passivo si intende l’esposizione al fumo di sigaretta da parte di un individuo che si trova in prossimità (nel caso di un ambiente aperto) o nello stesso locale chiuso di altri individui che in quel momento stanno fumando.
Ad eccezione di quelle frazioni di nicotina (e di qualche altra sostanza) che vengono assorbite dal fumatore già a livello della bocca, quanto presente nel fumo di sigaretta si diffonde nell’aria circostante il fumatore e può essere dunque inalata sia dal fumatore sia dagli altri soggetti che si trovano in prossimità. Ecco perché il rischio cancerogeno non è attenuato nel fumatore passivo ma, al contrario, lo investe totalmente.
 
4. Fumo in adolescenza
Iniziare a fumare in età adolescenziale comporta dei rischi per la salute nettamente aumentati rispetto a quanto accade per gli adulti: per quanto concerne il rischio oncologico vi è il 50% di probabilità di ammalarsi in età adulta, oltre ad altre gravissime ripercussioni sull’apparato respiratorio (che risulta essere assai suscettibile ad ammalarsi di bronchiti acute e croniche e impossibilitato a svilupparsi completamente), sull’apparato uditivo (otiti medie) e sul sistema immunitario, che normalmente rappresenta il nostro principale sistema di difesa contro numerosi agenti esterni. Inoltre i giovani fumatori subiscono un calo delle performance sportive e sono con maggiore probabilità destinati ad essere affetti da inestetismi quali cellulite e invecchiamento cutaneo precoce, emicrania e soprattutto sterilità (da adulti).


ALIMENTAZIONE:

Il tema, anche in questo caso, va affrontato in modo diverso, a seconda delle fasce di età.
Nelle scuole primarie, il tema, oltre ad essere legato alle emozioni legate al cibo, dovrebbe essere accompagnato da proposte di assaggio, possibilmente in presenza delle famiglie,; visite all’aperto a fattorie didattiche, anche per legare il comportamento a alimentare al movimento. Conoscenza della frutta e verdura di stagione che andrebbe imparata a memoria come si imparano le tabelline. Frutta e verdura di stagione si dovrebbero conoscere, riconoscere, disegnare e assaggiare.
Nelle scuole secondarie di primo grado si possono utilizzare sia parte del documento Alimentazione e Tumori, che il libretto della Sede Centrale LILT “Restart” per le informazioni di base.
E’ importante lavorare sull’ambiente della classe, introducendo una sorta di ciclicità per prodotti adatti alla merenda.
Per es:
  •  snack a base di formaggio grana o pecorino;
  •  yogurt;
  •  pane e marmellata; pane e prosciutto:
  •  banana;
  •  frutta di stagione;
  •  bruschetta al pomodoro;
  •  frullato o spremuta fresca;
  •  crostata fatta in casa.;
  •  biscotti semplici
E’ altresì importante invertire lo schema: tutti i giorni sono per la merenda della salute; un giorno alla settimana per la merenda che alla salute non giova. Raccogliere quello che succede in quella giornata, come scelta dei ragazzi è utile per farli riflettere su che rapporto c’è fra ciò che si preferisce mangiare e ciò che si mangia più spesso. Obiettivo, potrebbe
Essere togliere dal cartellone nel corso dei mesi le merende che non vengono più consumate, anche quando sarebbe consentito farlo.
Per le scuole secondarie di secondo grado, il tema può essere affrontato direttamente con il manuali I gusti della salute.
 
  
 
 
ATTIVITA’ FISICA: concetti fondamentali
  1. differenza fra attività fisica e sport
    Per attività fisica si intende quell’insieme di movimenti del corpo naturali e spontanei che compiamo quotidianamente durante le attività domestiche, lavorative o di routine come camminare, passeggiare col cane, fare la spesa, salire le scale… e che determinano un dispendio energetico maggiore rispetto alla condizione di riposo (come lo stare fermi sdraiati). Vi è poi una variante dell’attività fisica, denominata “esercizio fisico”, che consiste in una serie di movimenti ripetitivi strutturati e finalizzati in maniera specifica al miglioramento della forma fisica e/o di alcuni parametri specifici come la forza muscolare, la flessibilità, la capacità cardiovascolare. Esempi di esercizio fisico sono il cardio-fitness, il pilates, il nuoto libero, gli esercizi di sollevamento pesi.
    Lo sport è una particolare tipologia di attività fisica che prevede l’esistenza di situazioni competitive strutturate e sottoposte a regole, che sono quelle proprie di ogni disciplina sportiva. Lo sport rappresenta una preziosa occasione non solo di sfogo, divertimento e socializzazione, ma anche di crescita personale nell’ottica di un progetto educativo in cui tra gli obiettivi vi siano: il rispetto delle regole, il rispetto degli altri, la gestione dei conflitti, la capacità di gestire la frustrazione derivante dalle situazioni di sconfitta, il riconoscimento e l’accettazione dei propri limiti e dei limiti altrui. Lo sport può inoltre aiutare il singolo a svilupparne l’identità, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza ad un gruppo.
    Nel progetto Guadagnare Salute con la LILT la pratica della attività fisica è strettamente connessa al contrasto alla sedentarietà:
    • nelle scuole primarie obiettivo fondamentale è incoraggiare i bambini al gioco libero il più possibile; incoraggiare a svolgere attività sportiva strutturata solo dagli 8 anni in poi; prevedere moment i in cui i bambini possano stare in piedi anche durante le ore di lezione in classe. Insegnare ai bambini a guardarsi allo specchio per acquisire conoscenza del loro schema corporeo.
      Prendere alcuni piccoli accorgimenti: invitarli spesso alla cattedra, farli alzare in piedi, per poi farli sedere ogni volta è possibile, verificare le tabelline o altri contenuti facendoli camminare per l’aula.
       
  2. Nelle scuole secondarie di primo grado è importante chiarire “perché muoversi in adolescenza"
    L’adolescenza in quanto periodo di cambiamenti talvolta repentini sia sul piano fisico e ormonale sia su quello psicologico, psico-sessuale e dell’identità personale e sociale, spesso caratterizzato da oscillazioni dell’umore e da altri turbamenti comportamentali di origine complessa, può senza dubbio beneficiare dei numerosi vantaggi offerti dall’attività fisica, in particolare dall’esercizio fisico e dallo sport. Questi infatti non solo contribuiscono al mantenimento di un peso corporeo regolare e di una buona forma fisica – obiettivo che dovrebbe accompagnare tutte le età della vita – ma permettono anche, secondariamente, di ridimensionare almeno in parte il disagio dell’adolescente che deriva dalla cattiva percezione della propria immagine corporea. Inoltre alcune tipologie di esercizio fisico, mediante la produzione di determinate molecole come le endorfine, contribuiscono a moderare il tono dell’umore apportando al ragazzo un senso di benessere generalizzato.
    Non da ultimo lo sport se ben organizzato e praticato in un contesto pedagogico attento alle competenze educative delle figure di riferimento (maestri, allenatori) può costituire un tassello per lo sviluppo armonico della personalità del ragazzo, della sua identità e delle sue competenze socio-relazionali, oltre che prettamente tecniche e sportive. In casi particolari lo sport potrebbe rappresentare addirittura il teatro in cui emergono particolari disagi dell’adolescente che hanno avuto origine in altri contesti (per esempio quello familiare) e dunque fungere da setting “slatentizzante” problematiche anche serie.
    Nelle scuole secondarie di secondo grado l’attenzione per la pratica delle attività fisica e il contrasto alla sedentarietà devono tenere conto di alcuni aspetti:
  • contrarre al massimo la parte teorica della disciplina, per consentire ai ragazzi di muoversi, eventualmente passeggiando all’aperto se non è possibile l’uso della palestra;
  • Scoraggiare i certificati che impediscono di praticare attività fisica che è consigliata a tutte le età e, con modalità adattate, anche in quasi ogni malattia cronica. Chi non può, per qualche motivo, muoversi con gli altri, può comunque camminare in palestra (anche quello è movimento);
  • Scoraggiare gli studenti dall’uso dell’ascensore, dando per primi l’esempio (come docenti e operatori);
  • Prevedere uscite scolastiche in presenza delle famiglie per conoscere i dintorni della scuola a piedi o in bicicletta;
  • Aprire un gruppo di cammino d’Istituto a cui possano partecipare tutti Il compito potrebbe essere affidato a qualche studente, supportato da un operatore della LILT;
  • Inserire esercizi di stretching fra un’ora di lezione e l’altra.
 
PREVENZIONE ONCOLOGICA
  1. cosa è lo screening: i principali screening
Lo screening è l’organizzazione e la predisposizione di un insieme di attività, costituite da specifici esami medici da eseguire con periodicità regolare e secondo protocolli ben definiti, rivolte e condotte “a tappeto” su un’ampia quota della popolazione (cosiddetta “a rischio”) al fine di individuare precocemente la presenza di malattia in persone che non ne manifestano ancora i sintomi.
Lo scopo degli screening, mediante l’individuazione della malattia in fase precoce, è quello di permettere maggiori possibilità di trattamento e di guarigione, ma anche una migliore qualità di vita della persona mediante un maggiore controllo della patologia. Inoltre, gli screening hanno l’effetto di ridurre le disuguaglianze di salute tra i diversi gruppi sociali.
Da parte delle organizzazioni sanitarie la scelta di realizzare un piano di screening è subordinata all’esistenza di precisi requisiti come la sicurezza dell’esame, la sua accettabilità (cioè l’esame dev’essere poco o per nulla invasivo o doloroso), l’attendibilità del risultato. Inoltre è necessario che dalla diagnosi precoce della malattia scaturiscano delle opportunità terapeutiche concretamente vantaggiose in termini di prognosi e/o qualità della vita; in caso contrario, la predisposizione del piano di screening perde di senso.
In Italia sono predisposti tre piani di screening di massa:
  1. la mammografia e/o l’ecografia mammaria (come primo step…) per la diagnosi precoce del tumore mammario nelle donne tra i 45 e i 75 anni
  2. il PAP-test (tampone della cervice uterina con analisi citologica su striscio e/o ricerca microbiologica del virus HPV) per la prevenzione del tumore della cervice uterina nelle donne sessualmente attive.
  3. la raccolta e l’analisi di campioni di feci (alla ricerca del cosiddetto “sangue occulto”) per la diagnosi precoce delle neoplasie intestinali e rettali nella popolazione dai 50 ani in poi.
 
  1. raccomandazioni OMS aggiornate
Le raccomandazioni OMS corrispondono al Codice Europeo contro il cancro, che è stato tradotto anche in italiano:
  1. Non fumare. Non consumare nessuna forma di tabacco.
    Evitare categoricamente anche l’esposizione al fumo passivo, specialmente negli ambienti chiusi.
  2. Rendi la tua casa libera dal fumo. Sostieni le politiche che promuovono un ambiente libero dal fumo sul tuo posto di lavoro.
  3. Attivati per mantenere un peso sano.
    L’accumulo di tessuto adiposo maggiormente dannoso per la salute (e per il rischio oncologico) è quello viscerale addominale (“a mela”)
  4. Svolgi attività fisica ogni giorno. Limita il tempo che trascorri seduto.
    In generale l’attività fisica outdoor è preferibile, tuttavia bisogna evitare di praticarla nelle zone urbane industriali / stradali trafficate, per via dell’elevata concentrazione aerea di cancerogeni che potrebbero “annullare” gli effetti benefici del movimento
  5. Segui una dieta sana:
    • Consuma molti e vari cereali integrali, legumi, frutta e verdura.
      Importanza della varietà: a rotazione consumare sempre cereali diversi, legumi diversi e ortaggi diversi e di vario colore, crudi e cotti. Per i cereali integrali (e alcuni frutti come le mele) sarebbe preferibile scegliere la tipologia biologica, per via dell’eventuale presenza di sostanze cancerogene che si accumulano nella porzione non raffinata del cereale
    • Limita i cibi ad elevato contenuto calorico (alimenti ricchi di zuccheri o grassi) ed evita le bevande zuccherate.
      Limitare il più possibile l’assunzione di zuccheri semplici (come il comune zucchero) ma anche succhi di frutta (specialmente industriali) ed evitare i dolcificanti. Limitare il più possibile cibi ad elevato indice glicemico come le patate, il riso bianco e i prodotti da forno costituiti da farine raffinate. Sì invece alla frutta secca e ai semi (lino, zucca, sesamo, etc…), sebbene abbiano un’elevata densità calorica, perché contengono molecole importanti per la salute come minerali e omega3.
    • Evita le carni conservate; limita il consumo di carni rosse e di alimenti ad elevato contenuto di sale.
      Quando si consumano carni o alimenti di origine animale (latte, formaggi, latticini) scegliere la varietà biologica per evitare di assumere involontariamente antibiotici / ormoni ( -> interferenti endocrini!) che entrano nella catena alimentare
  6. Se bevi alcolici di qualsiasi tipo, limitane il consumo. Per prevenire il cancro è meglio evitare di bere alcolici.
    A parità di unità alcolica, i superalcolici sono peggio della birra (il vino è in “posizione” intermedia). Inoltre, assolutamente vietate le bevande alcoliche in gravidanza (sindrome alcolica fetale può verificarsi anche a seguito di modiche assunzioni di alcol da parte della gravida) e sotto i 16 anni per l’immaturità del sistema metabolizzatore epatico
  7. Evita un'eccessiva esposizione al sole, soprattutto per i bambini. Usa protezioni solari. Non usare lettini abbronzanti.
    Attenzione alle zone del mondo come l’Australia in cui il buco dell’Ozono impedisce che vengano filtrati gli UVC e in parte gli UVB: maggiore cancerogenicità. Attenzione anche agli orari di esposizione al sole, oltre che alla latitudine e all’altezza: maggiore pericolo in montagna oltre i 2000 m di quota e ovunque tra le ore 10 e le 16
  8. Osserva scrupolosamente le istruzioni in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro per proteggerti dall'esposizione ad agenti cancerogeni noti.
  9. Accerta di non essere esposto a concentrazioni naturalmente elevate di radon presenti in casa. Fai in modo di ridurre i livelli elevati di radon.
    Importanza di aerare periodicamente i locali abitativi e lavorativi, soprattutto in inverno, non solo per diluire gli agenti microbiologici presenti nell’aria ma anche per disperdere il radon eventualmente presente
  10. Per le donne:
    • L'allattamento al seno riduce il rischio di cancro per la madre. Se puoi, allatta il tuo bambino.
    • La terapia ormonale sostitutiva (TOS) aumenta il rischio di alcuni tipi di cancro. Limita l'uso della TOS.
  11. Assicurati che i tuoi figli partecipino ai programmi di vaccinazione contro:
    • l'epatite B (per i neonati)
    • il papillomavirus umano (HPV) (per le ragazze).
      Importanza di informare le ragazze che la sola vaccinazione contro il HPV non è sufficiente a proteggerle dal cancro della cervice: il virus è molto facilmente trasmissibile anche senza rapporti sessuali completi (per semplice contatto), in ogni caso è opportuno utilizzare sempre il preservativo, inoltre il vaccino copre solo alcuni ceppi oncogeni di HPV ma non tutti
  12. Partecipa a programmi organizzati di screening per il cancro:
    • dell'intestino (uomini e donne)
    • del seno (donne)
    • del collo dell'utero (donne).
 
 
 


Guadagnare salute con la LILT
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