Dovrebbe essere scontato che la Scuola, come luogo di lavoro , abbia a cuore il benessere di chi la abita. Tuttavia, soprattutto nella fase post-covid, si sono riscontrati molti episodi di burn-out e demotivazione da parte dei docenti, diverse forme di ritiro sociale da parte degli e conflittualità crescenti con le famiglie.
La via della medicalizzazione, del ricorso allo psicologo, della ricerca sempre più puntuale di una diagnosi collegata a patologie vecchie e nuove, non sembra contribuire al benessere collettivo della classe, dello studente e della famiglia. In certi casi l’etichettatura di una certificazione coincide con una scusante che de responsabilizza la famiglia; in altri casi si tramuta in uno stigma di cui allievo e famiglia fanno fatica a ibernarsi. Si pensi ai numerosi disturbi dello spettro autistico, dell’iperattività, dei disturbi dell’attenzione, dei comportamenti aggressivi…
Obiettivi di salute prevede un approfondimento sui fattori protettivi per la salute collegati a luoghi metaforici: guscio, nido, finestra, piazza-città. E’ lo sfondo culturale su cui si articolano tutte le proposte di promozione della salute.
L’attività si svolge con il gruppo dei docenti seguiti da un operatore LILT e riproposta alla classe dai docenti stessi.
FINALITÀ DIDATTICHE DELL'ATTIVITÀ
L’obiettivo didattico è il riconoscimento delle emozioni, l'acquisizione di competenze trasversali che ne favoriscono l'espressione e la rielaborazione.
Si è volutamente trascurato l’affondo nelle emozioni non positive riferite a guscio, nido, finestra.
I luoghi di malessere sono indicati solo rispetto agli spazi esterni per favorire il passaggio di una comunicazione il più possibile spontanea da parte del bambino e dell’adulto.
Tutto l'attività va inserita nel percorso formativo dei docenti che possono gestirla autonomamente in classe, richiedere un intervento degli operatori anche solo per commentare gli elaborati che prevedono riferimenti agli stili di vita.
IL GUSCIO
Il guscio si riferisce alla capacità di stare bene da soli. E’ nella solitudine che ci si prende cura delle proprie vulnerabilità e si potenzia la resilienza.
In un programma di educazione alla salute è importante focalizzare l'attenzione di docenti ed allievi dalle scuole dell'infanzia alle scuole secondarie di II grado sulla essenzialità di custodire spazi solitari in cui potersi anche annoiare, anche confrontarsi con l'inattività fine a se stessa, sperimentando l’ozio attivo per una crescita armonica.
I processi decisionali sono in larga parte presi in solitudine. In tal senso il guscio ha un valore educativo essenziale, favorito in ogni ambiente frequentato dai bambini e dai giovani: la casa, la scuola, gli ambienti del tempo libero dovrebbero mantenere occasioni e spazi che consentano momenti di rilassamento e riflessione individuale.
Come ogni dimensione relazionale, anche il guscio può trasformarsi in un angolo di isolamento fine a se stesso in cui prevalgono cupezza e passioni tristi.
Il ruolo dell'operatore: l'operatore può contribuire al processo formativo proponendo alcune delle attività sotto riportate e cogliere in un suo eventuale intervento diretto l'opportunità per affrontare i temi della relazione con alcol, fumo di sigaretta e altre sostanze, comportamento alimentare, movimento da parte dei giovani.
A titolo di esempio si riportano alcune esercitazioni riferite alle scuole primarie approfondite nella piattaforma didattica.
Fase 1: Il guscio si riferisce a un angolo, un piccolo spazio a casa o a scuola in cui si sperimenta la libertà di essere soli. La solitudine positiva va coltivata sin da piccoli e contribuisce fortemente a prendersi cura di sé.
Il guscio buono: pensa alla tua casa, Immagina il tuo angolo preferito e pensa di essere seduto accovacciato a terra in quell'angolo. Descrivi esattamente che cosa stai vedendo dal guscio.
Adesso fai un disegno e dai un titolo al tuo disegno
Cosa rappresenta per te il guscio? Con quale parole chiave vorresti definirlo? C’è un libro che colleghi alla tua idea di guscio? Come spiegheresti l’idea di guscio buono a tuoi allievi?
Fase 2: A cosa ti fa pensare la parola guscio? Scrivi cinque parole che hanno a che fare con la tua idea di guscio. Adesso immagina di inventare un guscio fantastico. Costruiscilo concretamente con materiali che per te siano significativi: lana, creta, fili colorati, chiodi, cartoncino etc. Prepara un guscio per a scuola e un guscio per la tu casa e metti in evidenza somiglianze e differenze.
Fase 3: Rispondi a queste domande:
IL NIDO
Il nido è la dimensione simbolica della Protezione. ognuno ha bisogno di un nido per trovare riparo, custodia, comprensione, tenerezza. Il nido è il luogo relazionale degli affetti che sanno riparare le ferite. Il nido buono mantiene sempre il rispetto per i gusci di chi lo abita e la curiosità per le finestre che ti aprono gli altri, quando questo non succede il nido diventa oppressivo e opprimente, non aiuta la crescita personale e si trasforma in una sorta di guscio allargato.
A titolo di esempio riportiamo alcune esercitazioni sul luogo simbolico del nido.
Fase 1: Spiega che cosa significa per te nido. Quali sono le parole con cui faresti una poesia sul nido? Quale è la stanza nido della tua casa..? Luce, odori, profumi, atmosfera, relazioni, attività che fai ne tuo nido. Quale è lo spazio nido della tua scuola? Hai una scatola dei tesori segreti da condividere con i tuoi allievi?
Fase 2: Il nido a scuola: Elabora una poesia con queste caratteristiche:
Fase 3: Costruisci il nido che ti sei scelto come con il guscio
Fase 4: Qual è la stanza della tua casa che più ti fa pensare al nido?
Fase 5: Qual è la canzone che sceglieresti per il tuo nido?
Fase 6: Rispondi a queste domande:
Dagli spazi metaforici interiori legati al benessere, passiamo agli spazi esterni: la finestra: guardare fuori, la piazza: guardare oltre, altri orizzonti.
FINESTRA
Dalla finestra ci si affaccia, si guarda fuori, ci si apre al mondo. guardando dalla finestra, si sogna, si pensa, si progetta, si si desidera, si riflette, si immaginano e vivono gli altri. è importante che nido mantenga molte finestre aperte per far penetrare in casa aria e atmosfere del mondo.
dalla finestra si può guardare anche all'interno. la è un filtro fra dentro e fuori, fra relazionalità sociale e relazionalità Privata.
non sempre la finestra è aperta. se la finestra è chiusa il mondo resta chiuso fuori e diventa impossibile guardare al nido con distacco.
Ci occupiamo delle finestre a scuola perché sia per gli insegnanti che per gli allievi rappresentano lo sguardo verso il mondo esterno
Sarebbe molto che l’esercizio fosse fatto sia dagli studenti che dagli insegnanti.
Guida alla compilazione:
colore prevalente,
stato d’animo, cielo, natura, paesaggio costruito cosa mi ha colpito di più. Dare un titolo all’elaborato e realizzare una immagine o una foto di quanto ha colpito di più.
Di seguito alcune esercitazioni sul simbolo metafora della finestra
Fase 1
Mi affaccio alla finestra della mia classe e vedo_____________________________
Mi affaccio alla finestra della mia classe e sento_____________________________
Fase 2
La finestra aperta è anche una opportunità per raccontare delle storie. Raccogliamo, sia sa parte degli insegnanti che degli alunni le voci delle finestre che entrano in classe.
LA PIAZZA/LA CITTÀ
piazza/città
La nostra vita è intessuta di relazioni intime, private, amicali, sociali .
Vivere la comunità, vivere nella comunità è essenziale per un benessere psicofisico completo.
La comunità favorisce l'acquisizione del senso di appartenenza, la responsabilità sociale, la cittadinanza attiva. La classe è una comunità. La scuola è una comunità.
Occuparsi e preoccuparsi della comunità è fonte di salute, verso la comunità possono essere veicolate tutte le pulsioni ecologiche a tutela dell' dell'ambiente. Sviluppo sostenibile, rispetto delle differenze tra specie, attenzione al ciclo degli alimenti, sensibilità verso il rapporto fra natura e cultura.
Le Piazze della città sono sempre positivi? non sempre.
Talvolta sono fonte di alienazione, spaesamento. Ci si confonde in un gruppo per non sentirsi soli, ma si finisce per essere irrimediabilmente più soli.
Gli interventi di educazione alla salute vorrebbero avere come obiettivo il potenziamento delle capacità individuali di rispondere allo stress negativo che le troppe immersioni sociali non equilibrate da momenti in cui ci si prende cura di sé in solitudine, possono provocare.
La sequenza che si propone è di 4 esercizi:
Quarto esercizio
Coinvolgimento classe, famiglia, territorio,