Metodologie attive: consentono di realizzare alcuni degli obiettivi previsti dalle applicazioni del concetto di intelligenze multiple.
Metodologie attive o tecniche interattive sono inserite in un quadro generale di apprendimento Cooperativo.
Per apprendimento Cooperativo si intende la valorizzazione delle potenzialità degli allievi di aiutarsi l'un l’altro allo scopo di perseguire obiettivi comuni di apprendimento e crescita personale, l'apprendimento Cooperativo potenzia una competitività rivolta alla prestazione d'aiuto, piuttosto che alla prestazione legata al successo individuale.
Si distingue in particolar modo per alcuni aspetti:
- Il lavoro a piccolo gruppo strutturato è guidato dall'insegnante
- La programmazione di interventi di verifica in cui gli allievi siano coinvolti sia nella preparazione delle domande che nel confronto rispetto alla valutazione del interrogato
- Momenti di discussione aperti, generalmente programmati una volta alla settimana, su argomenti scelti e gestiti dal gruppo classe che si presentano con documentazione e domande
- Preparazione di domande specifiche al docente sull'argomento che si sta trattando in classe
- Contributo degli allievi alla formulazione dei quesiti nei compiti in classe
- Coinvolgimento degli allievi nelle comunicazioni con la famiglia e organizzazione, per quanto possibile, di momenti di incontro in classe aperti ai genitori
- Attività di educazione tra pari sia disciplinari che legate alla promozione della Salute o di altre programmazioni extrascolastiche seguite dalla classe.
- Utilizzo del barometro delle emozioni: uno strumento che dovrebbe essere presente sui banchi di ogni studente, che contiene i riferimenti alle 6 emozioni primarie (paura, rabbia, felicità, tristezza, disgusto, sorpresa). Ogni allievo ogni giorno o una volta la settimana si posiziona sul termometro delle emozioni, evidenziando la prevalente e indicando con un numero da 1 a 10 il grado di importanza dell'emozione provata.
L'apprendimento cooperativo prevede in sostanza un setting didattico flessibile che proponga oggetti di studio orientati dallo studente nel rispetto delle intelligenze multiple.
L'obiettivo si consegue più facilmente e gli studenti hanno la possibilità di rielaborare i contenuti con l'ausilio di tecniche interattive.
Esempio:
LA SCRITTURA CREATIVA
Il modello proposto è derivato dalla poetica della rêverie di Gaston Bachelard e dalla scrittura autobiografica di Duccio Demetrio.
Il principio di fondo è considerare la parola non solo in prevalenza per il suo valore semantico, ma per le risonanze e le assonanze che evoca in chi la ascolta.
Richiede alcuni accorgimenti di base di seguito elencati:
- Gruppi di 20 persone al massimo (questo può costituire qualche problema nelle classi numerose in cui è preferibile condurre l'esperienza con due gruppi separati);
- Atmosfera rilassata, è bene far precedere la l'attività di scrittura da un paio di minuti di analisi immaginativa, fantasia guidata o visualizzazioni;
- Schede di parole stimolo per facilitare la scrittura spontanea che non deve durare più di 10-15 minuti al massimo;
- Dopo la scrittura si lasciano un paio di minuti di silenzio perché ognuno si confronti con il proprio elaborato, poi si dà inizio alla lettura a voce alta;
- E’ importante che ogni persona sia assolutamente libera di leggere o non leggere a voce alta il proprio elaborato;
- Non si devono giudicare o commentare le letture degli altri;
- Non bisogna dare importanza alla grafia e alla sintassi. Ognuno può essere libero anche di non scrivere o di utilizzare il disegno o di utilizzare liste di parole odi utilizzare il foglio come uno spazio per comporre quanto si ha in mente;
- Poiché la scrittura creativa è una tecnica interattiva di approfondimento sono di solito necessari due passaggi: il primo vincolato dalla lista di parole di cui si chiede di individuare il valore individuale attribuito. In sostanza da una lista di 10 parole se ne scelgono tre. Il secondo passaggio è legato alla rielaborazione riflettuta delle parole rispetto alla loro capacità evocativa. Il risuonare è favorito dagli echi della memoria che la parola sollecita, dalle assonanze di suono con parole collegate da un filo non sempre solo logico, dal colore semantico e affettivo che la parola assume per chi la sta utilizzando;
- E’ importante che il docente o l'operatore che conduce il gruppo sia molto lento ed attento nel trasferire questi principi che sono fondamentali perché l'attività di scrittura non si banalizzi e non diventi un esercizio;
- Dopo le letture a voce alta si dà la possibilità ad ognuno di esprimere un breve commento sul testo che più lo ha colpito in seguito si passa alla conclusione con un giro di parole che commentino l'intera attività.